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1986 Universita' di Firenze
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Filosofia di lavoro nel
consorzio
La filosofia di lavoro del DAVIC tende a promuovere l'interoperabilità
delle applicazioni attuando un opera di intensa diffusione dei suoi standard.
I "motti" sono:
- Non sistemi ma "strumenti ". Le standardizzazioni
"ordinarie" tendono ad integrare il sistema "verticalmente"
senza porre attenzione a sistemi "adiacenti" con cui si potrebbe
cooperare. In tal modo si tende a produrre sistemi auto-consistenti e corretti
ma si rischia di duplicare lavori già fatti o creare barriere per
l'interoperabilità dei sistemi stessi. DAVIC tende a produrre componenti
piuttosto che sistemi interi con un procedimento che si può riassumere
nei passi seguenti:
- Analisi del sistema obbiettivo.
- Divisione del sistema obbiettivo in componenti.
- Identificazione di componenti comuni nel sistema.
- Specifica dei componenti necessari.
- Verifica che con questi componenti e solo con questi
si può ricostruire il sistema globale.
- Rilocazione degli strumenti. Si tende a
far si che lo stesso componente possa essere usato non in diversi sistemi
ma anche in più parti del sistema totale (semprechè sia possibile).
- Per ogni funzionalità un strumento. Gli strumenti dovrebbero
essere unici cosi' da poter garantire un ampio uso di essi. Ad esempio,
se ci sono due strumenti sul mercato che adempiono a due compiti simili
oppure allo stesso, essi si dovranno dividere il mercato impedendo sia
la standardizzazione e quindi non si riuscirà a raggiungere quella
massa critica che ne comporta un uso il più vasto possibile. Non
si deve vedere tutto ciò monopolisticamente perché si deve
tener conto che DAVIC basa il suo lavoro sullo sforzo di rompere i monopoli
abbattendo i copyright e favorendo l'utilizzo più vasto possibile
della "migliore tecnologia" (in un certo senso e' un monopolio
"buono" perché accettato da tutti).
- Specificare il minimo indispensabile. Specificare troppo non
serve perché c'è un limite oltre il quale, raggiunta l'interoperabilità,
non è più necessario porre limiti alla "fantasia"
del costruttore altrimenti si ucciderebbe il mercato.
Ultimo aggiornamento : in corso (Apr
'97)