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revisori: Franco Pirri e Maurizio Lunghi
L'operazione di proteggere i due portachiavi è di fondamentale importanza e la sua riuscita garantisce uno scambio di messaggi con completa riservatezza e sicurezza.
Il tipo di protezione per i due portachiavi è differente: il portachiavi pubblico deve essere protetto dalla "manomissione", quello privato dalla "apertura". Trattiamo prima le problematiche relative alla protezione del portachiavi pubblico.
Garantire l'appartenenza di una determinata chiave pubblica al supposto proprietario è sicuramente il punto più vulnerabile
della crittografia asimmetrica.
Si sa che le chiavi pubbliche devono essere diffuse in maniera capillare, ma supponiamo che si venga a creare la seguente situazione tra due corrispondenti, chiamiamoli Bob e Alice:
Bob vuole spedire un messaggio ad Alice e reperisce la chiave pubblica di lei da una certa BBS. Bob cifra il messaggio con quella chiave e lo invia. Ma quella chiave non è in realtà di Alice in quanto una terza persona ha creato una coppia di chiavi pubblica/privata usando come ID Alice e ha successivamente posto la chiave pubblica nella BBS.
In tal modo, Bob è convinto di comunicare con Alice, ma in realtà la sua posta è raccolta dal terzo incomodo, che potrebbe a sua volta conoscere la vera chiave pubblica di Alice e quindi potrebbe con questa ricrittare il messaggio (magari dopo averlo modificato) ed inviarlo ad Alice. In tutto questo processo i due corrispondenti non si sono accorti di nulla essendo "sicuri" che la comunicazione avviene solo e soltanto tra di loro.
Sia ben chiaro che la certificazione garantisce l'integrità della chiave in quanto appartenente effettivamente al proprietario dichiarato, e non l'integrità morale del suo possessore, che potrebbe, per esempio diffondere in giro per la rete la sua originale chiave pubblica facendo in modo che altri utenti si fidino di lui, ma contemporaneamente firmare chiavi fasulle. Una chiave dovrebbe allora essere validata soltanto se essa è certificata da più di una firma fidata (se esiste una sola firma di cui ci si fida bisognerebbe essere sicuri anche dell'integrità morale del suo possessore).
Anche la protezione del portachiavi segreto è una operazione da effettuarsi con la massima attenzione. Se infatti un intruso entrasse in possesso della chiave segreta di qualcun altro, essa potrebbe essere utilizzata per firmare messaggi o addirittura chiavi fasulle creando problemi per tutti coloro che si fidano del possessore reale della chiave (e naturalmente per il possessore stesso). È buona norma tenere la chiavi nel proprio PC di casa e non in qualche sistema remoto con più utenti contemporanei (come UNIX); bisognerebbe tenerla su di una macchina di cui si ha il pieno controllo fisico.
Anche la frase chiave, senza la quale non si può accedere alla chiave segreta, deve essere protetta adeguatamente tenendola a mente e in generale prendendo le stesse precauzioni viste per i due portachiavi.
Se ci si accorgesse che entrambe la chiavi pubblica/privata fossero compromesse, bisognerebbe generare un certificato di "chiave compromessa", che servirà per avvisare le altre persone che la chiave pubblica di cui essi dispongono non deve essere più considerata valida. Il certificato è generato con il comando:
pgp -kd mitt_ID.
Questo certificato è firmato con la chiave che si vuole revocare, e dovrà essere distribuito in maniera capillare. Il PGP dei destinatari installerà il certificato nel loro portachiavi pubblico e impedirà automaticamente l'uso accidentale della chiave compromessa. Successivamente il mittente potrà generare una nuova coppia univoca di chiavi e distribuire la nuova chiave pubblica.
Bibliografia e sorgenti d'informazione