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revisori: Franco Pirri e Maurizio Lunghi
Per creare la firma digitale PGP effettua la cifratura della selezione del messaggio ("Message Digest") usando la chiave segreta. Tale selezione è un "distillato" compatto del messaggio, come se fosse una sua "impronta digitale".
Il vantaggio di tale procedura è che si fa molto più in fretta a "firmare" una selezione che non il messaggio intero.
Il "Message Digest" è calcolato usando una funzione hash crittograficamente forte: MD5.
Tale algoritmo è di dominio pubblico e non richiede la conoscenza di nessuna chiave per essere applicato.
La forza della selezione del messaggio sta nel fatto che un potenziale falsario dovrebbe produrre un messaggio che crei la stessa selezione (e ciò non è praticabile) oppure creare una nuova firma partendo dal messaggio falso (e non è possibile senza possedere la chiave segreta del mittente).
Il Message Digest, oltre a provare la vera identità del mittente e la genuinità del messaggio, impedisce anche di ripudiare quest'ultimo perchè per il mittente non è semplice rinnegare la propria firma apposta con la propria chiave segreta.
Infine, l'uso della selezione del messaggio presenta altri vantaggi:
Molti sistemi di posta elettronica riescono a gestire i messaggi soltanto se essi sono in formato ASCII, quindi non accettano i dati binari a 8 bits che costituiscono il testo cifrato.
PGP risolve il problema perchè implementa il formato ASCII RADIX-64 per testi cifrati, che è simile al
formato PEM (Privacy Enhanced Mail) per Internet, così come al formato
Internet MIME.
Convertire i dati in questo formato vuol dire equipaggiarli con un "armatura di trasporto" che li proteggerà durante il tragitto nella rete. È prevista anche l'aggiunta di un CRC per verificare eventuali errori di trasmissione.
Il formato RADIX-64 converte il testo espandendo gruppi di 3 bytes binari in 4 caratteri ASCII stampabili, sicchè il file cresce di circa il 33% (rispetto alla lunghezza originaria del messaggio). Questa espansione non è però così grave poichè il file era stato già compresso in misura maggiore prima di essere cifrato.
La maggior parte dei servizi e-mail su Internet proibisce l'invio di messaggi più lunghi di 50000 o 65000 bytes. I messaggi aventi una lunghezza maggiore devono quindi essere spezzati in blocchi più piccoli da spedire separatamente; se il testo da inviare è di quest'ultimo tipo, il formato RADIX-64 lo spezza in blocchi sufficientemente piccoli da poter essere spediti, ponendoli in files con estensione ".as1", ".as2", ".as3", ecc.
Il compito di concatenare questi files nel giusto ordine in un file più grande è affidato al software del destinatario; PGP ignorerà tutto il testo estraneo non compreso nei blocchi di messaggio RADIX-64.
Per informazioni sul modo in cui PGP effettua la conversione in formato ASCII si veda la sezione sulla gestione dei messaggi.
Segnaliamo infine anche la possibilità di non comprimere il messaggio e applicare l'armatura ASCII soltanto alla firma (vedi
Funzioni Avanzate).
Supponiamo di voler firmare e cifrare un messaggio. La sequenza delle operazioni svolte da PGP è la seguente:
Bibliografia e sorgenti d'informazione